L'O&M fotovoltaico (operation and maintenance) è l'insieme delle attività che tengono un impianto in produzione: sorveglianza da remoto, manutenzione programmata e interventi sui guasti. I dati servono a intervenire prima: accorgersi di un fermo il giorno stesso e non a fine mese, e vedere i cali lenti prima che diventino guasti.
Cosa comprende l'O&M fotovoltaico
La parte "operation" è il lavoro in sala controllo: sorvegliare l'impianto, analizzare i dati, gestire gli allarmi, organizzare gli interventi. La parte "maintenance" è il lavoro sul campo. Le linee guida di SolarPower Europe distinguono quattro tipi di manutenzione:
| Tipo | Quando si fa |
|---|---|
| Preventiva | A intervalli prestabiliti, secondo il piano annuale di manutenzione e i manuali dei costruttori |
| Correttiva | Dopo che un guasto è stato rilevato dal monitoraggio o durante un'ispezione: diagnosi, riparazione provvisoria, riparazione definitiva |
| Predittiva | In base alle condizioni dei componenti, quando l'analisi dei dati indica un degrado in corso |
| Straordinaria | Dopo eventi gravi e imprevisti: forza maggiore, furti, incendi, difetti di serie |
Le stesse linee guida indicano come buona pratica eseguire, quando possibile, gli interventi che richiedono di fermare l'impianto di notte o nelle ore di basso irraggiamento, per non perdere produzione.
Perché i dati decidono i tempi di intervento
Un contratto O&M misura il servizio con alcuni tempi: quanto passa tra l'allarme e la presa in carico, tra la presa in carico e l'arrivo sul posto, e fino alla risoluzione. Ma tutto parte da un momento preciso: quando qualcuno si accorge del problema. Secondo le linee guida, ai fini della disponibilità contrattuale il tempo di guasto comincia a contare quando l'O&M riceve il messaggio di errore.
Ne seguono due conseguenze pratiche:
- se il guasto non genera un allarme, o l'allarme si perde, l'impianto può restare fermo giorni senza che nessuno intervenga;
- se la comunicazione con l'impianto cade per un problema esterno, il contratto può escludere quel tempo; se cade perché il sistema di monitoraggio non funziona, il tempo di guasto conta lo stesso.
Per questo le linee guida chiedono che il monitoraggio generi almeno gli allarmi di perdita di comunicazione e di fermo impianto, e li possa inviare per email.
Quali dati controllare ogni giorno
Non serve guardare tutto. Per un controllo quotidiano bastano pochi dati, a patto di averli ogni mattina:
- La curva quartoraria di ieri dal contatore fiscale: quarti d'ora a zero in pieno giorno, una produzione tagliata a un valore fisso, un profilo diverso dai giorni simili. Vedi come riconoscere ombre, clipping e guasti nella curva.
- L'energia del giorno confrontata con l'irraggiamento: una giornata scarsa di sole giustifica una produzione bassa, una giornata limpida no.
- Lo stato delle comunicazioni: quali impianti, SCADA o contatori non hanno risposto.
- Gli allarmi aperti e da quanto tempo lo sono.
Le linee guida SolarPower Europe ricordano che i dati del contatore, con granularità fino a 15 minuti, sono il riferimento migliore per l'energia e sono molto più accurati di quelli degli inverter. Gli inverter servono poi a capire dove si trova il problema.
Cosa fare quando lo SCADA non risponde
Se tutto passa da un solo canale, quando lo SCADA o il suo collegamento si fermano spariscono sia l'allarme sia il dato. Una fonte indipendente, come la lettura diretta del contatore fiscale tramite il suo modem, permette di sapere comunque se l'impianto ha prodotto.
Le linee guida indicano anche come buona pratica, per i contatori che conservano lo storico, un sistema capace di recuperare i dati passati dalla memoria del contatore, così da non perdere produzione registrata durante i fermi del monitoraggio. Più dettagli in SCADA che non risponde: come non perdere i dati.
Come passare dalla manutenzione correttiva a quella predittiva
La manutenzione predittiva richiede due cose: apparecchi in grado di fornire informazioni sul proprio stato e uno storico pulito da usare come riferimento. Le linee guida descrivono un processo che parte dopo aver installato un monitoraggio adeguato e aver ricostruito una "baseline", cioè il comportamento normale dell'impianto.
In pratica, con mesi di curve quartorarie affidabili si possono confrontare giorni con irraggiamento simile, inverter tra loro e lo stesso mese di anni diversi. Un calo lento e costante (moduli sporchi, una stringa che perde potenza) emerge dal confronto molto prima di un allarme. Con dati pieni di buchi, invece, il confronto non regge.
Cosa scrivere sui dati nel contratto O&M
- quale misura è il riferimento per energia, PR e disponibilità (le linee guida indicano il contatore come riferimento migliore);
- come si calcola la disponibilità e quali sono le esclusioni, compresa la perdita di comunicazione;
- quali allarmi devono arrivare, a chi e con quali tempi di presa in carico;
- contenuto e frequenza dei report;
- che i dati restano del proprietario e si possono esportare se cambia l'O&M, come raccomandano anche le linee guida sull'asset management.
Come aiuta enerdata
La telelettura di enerdata legge via GSM il contatore fiscale, accanto allo SCADA e senza sostituirlo: la curva di ieri arriva ogni mattina, quella di oggi si legge a richiesta e la dashboard mostra quali contatori rispondono e quali no, con la notifica. Se un contatore non risponde la lettura si ripete in automatico nell'arco della giornata. Sugli allarmi vedi anche allarmi di telelettura.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra manutenzione preventiva e predittiva?
La preventiva si fa a intervalli fissi, secondo un piano. La predittiva si fa quando i dati indicano che un componente si sta degradando, prima che si guasti.
Il contatore fiscale basta per fare O&M?
No. Dice quanto ha prodotto l'impianto e quando si è fermato, ma non quale inverter o stringa ha il problema: per quello servono SCADA e monitoraggio degli inverter.
Ogni quanto vanno controllati i dati di produzione?
Almeno una volta al giorno. Un fermo scoperto a fine mese è un mese di produzione a rischio.
Chi deve accorgersi di un fermo?
L'O&M, se il contratto gli affida la sorveglianza. Ma è utile che anche il proprietario o l'asset manager abbiano una fonte indipendente per verificarlo.
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